pittore che da 40 anni subisce i TSO
in breve:
Michele Puglia era un ragazzo ribelle, pieno di talento, autodidatta era già bravissimo nel disegnare e dipingere fin da piccolo, ma il padre aveva in mente per lui tutt'altro.
A 18 anni cominciò a bere anche se sporadicamente, a 21 un uomo tentò di violentarlo e lui spaventato si recò dalla polizia che non gli credette e gli consigliò di andare in manicomio.
Michele, che non sapeva dove andare visto che i rapporti con il padre erano pessimi vi si recò volontariamente; ecco la sua prima volta. Da allora ogni scusa fu buona per rimandarvelo, ad esempio il padre gli ordinò un TSO quando gli presentò una ragazza che non riteneva "adatta" al suo figlioletto
Tuttavia riuscì ad iscriversi all'accademia e perfezionò il suo stile, ma non volendo adattarsi alla vita che il padre gli aveva preconfezionato, e volendo diventare un pittore di professione, il padre cercò in tutti i modi possibili (e la psichiatria è uno di questi modi) di internarlo.
fortunatamente Michele dice di non aver mai subito elettroshock, ma era così spaventato quando vide un utente che lo aveva appena subito diventare verde in volto (a causa delle scariche elettriche appunto), che pur di non essere sottoposto a quella tortura dovette sottostare ad un regime di psicofarmaci che dopo 40 anni gli viene ancora imposto.
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